sposa giapponese

Il matrimonio shintoista

Tre giorni fa ho visto un breve filmato di un matrimonio shintoista celebrato al Meiji Shrine di Tokyo e mi sono tornati alla mente dei ricordi magici. Le tre volte che ho visitato quel bellissimo tempio ho avuto la fortuna di vedere ogni volta un matrimonio. I viaggi risalgono a diversi anni fa e purtroppo le mie fotografie sono pessime. Mi restano ben vivi però i ricordi.. i magnifici abiti tradizionali, il silenzio che accompagna questa cerimonia, la magia di un mondo e di un rito così diverso dal nostro. Vi allego delle foto che ho fatto ad ottobre alla fiera di Parigi in uno stand che proponeva proprio matrimoni tradizionali giapponesi. Troverete poi un suggestivo video della Happy Dayz Production.

matrimonio shintoista

matrimonio giapponese

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Il matrimonio celebrato secondo il rito shintoista è il matrimonio tradizionale giapponese. La cerimonia si svolge nei santuari shintoisti (jin-ga, residenza degli dei) o a casa dello sposo. Vi sono dei periodi considerati propizi per celebrare il matrimonio (primavera e autunno) e anche dei giorni specifici secondo il calendario shintoista (è necessario prenotarsi anche più di un anno prima per celebrare in uno di questi giorni). Officia il rito un sacerdote che indossa abiti tradizionali: una veste bianca, un cappello di taffettà (eboshi) e uno scettro (shake). Spesso è coadiuvato da una o due attendenti (miko) vestite con giacca bianca e gonna pantalone (hakama) rossa.

La sposa può scegliere di indossare il tradizionale abito bianco (shiromuku) o un colorato kimono ricamato. Sopra l’acconciatura tipica (bunkin takashimada) può indossare lo Tsunokakushi o lo Watabooshi (la versione più voluminosa), i copricapo di seta bianca che simboleggiano la calma e l’obbedienza.

Lo sposo, invece, indossa un kimono da cerimonia composto da  una gonna pantalone (hakama), un sotto-kimono bianco e un kimono montsuki con gli stemmi di famiglia. Quando fa freddo viene aggiunto un soprabito.

Il primo rito da compiere prima dell’inizio della celebrazione è quello della purificazione. Gi sposi e tutti i partecipanti alla cerimonia (i familiari degli sposi, i parenti stretti e i testimoni) si purificano con l’acqua delle fontane poste all’ingresso di ogni tempio.

Gli sposi prendono quindi posto di fronte al sacerdote, il quale, inchinandosi all’altare, annuncia il matrimonio alle divinità pronunciando preghiere e benedizioni. Dietro agli sposi si dispongono i testimoni, seguiti dagli altri parenti (dal più anziano al più giovane).

Durante la cerimonia, gli sposi sono invitati a bere tre piccoli sorsi di sakè da tre tazze di dimensioni diverse posizionate sull’altare insieme a frutta, sale e riso. Il rituale è accompagnato da musica tradizionale. Al suo termine la coppia è considerata sposata. Per concludere la celebrazione, lo sposo recita un giuramento di fedeltà ed obbedienza. Per suggellare l’unione tra i propri figli, anche i genitori degli sposi bevono del sakè e seguono la nuova coppia verso il santuario, dove avverrà l’offerta agli dei: qui gli sposi, tenendo in mano un ramo di pianta sempreverde, si inchinano due volte, battono due volte le mani e si inchinano nuovamente. Offrono quindi i rami alla divinità per dimostrare la sincerità delle proprie intenzioni. Al termine di quest’ultimo rituale, gli sposi lasciano il santuario ed inizia il ricevimento.

Buona visione.

A presto,

infinito amore ♥

Sandra